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OCCHI DISTURBATI: QUALI I RIMEDI NATURALI?

Si sa, gli occhi – come tutti gli organi – sono estremamente delicati, ancor di più se consideriamo la loro esposizione agli agenti esterni. A differenza degli altri organi, non hanno protezioni (come la gabbia toracica o il cranio) e ciò li rende ancor più vulnerabili. Quando arriva la bella stagione, poi, lo stress cui li sottoponiamo si amplifica maggiormente e non è raro che rossori, secchezza, infezioni o congiuntiviti possano attaccarli e indebolirli.
Cosa fare, quindi, in questi casi? E come poter curare gli occhi senza abusare di medicinali lì dove la situazione lo rende possibile?

Ecco alcuni rimedi naturali, i rimedi della nonna per intenderci, che hanno reso possibile la cura degli occhi prima che la scienza e le case farmaceutiche prendessero il sopravvento.

La prima cosa da non sottovalutare è il riposo: dormire bene aiuta la vista a mantenersi sana, fresca e riposata. Strettamente legata al riposo, troviamo la necessità di fare pause se si passa molto tempo davanti computer o display in generale, con una pausa consigliata di 15 minuti ogni 2 ore. Durante le pause, si raccomanda di lubrificare l’occhio con delle lacrime artificiali in modo da mantenerlo sempre ben umido, evitando così secchezze che potrebbero conseguentemente portare a rossori e fastidi.

Altro elemento da tenere in ampia considerazione è l’alimentazione: bere tanta acqua e mangiare verdure crude (soprattutto carote) aiuta gli occhi a ricevere i nutrimenti fondamentali per mantenersi in salute, ancora meglio se ci aiutiamo con integratori naturali come pappa reale, semi oleosi, germe di grano o frutta secca.

Ci sono casi, poi, in cui la prevenzione purtroppo non riesce a evitare che disturbi vari colpiscano gli occhi. In questi frangenti, alcuni semplici rimedi naturali potrebbero risolvere la situazione senza il bisogno di fare un salto in farmacia.

Per alleviare eventuali infiammazioni, sono consigliati impacchi alternati di acqua calda e fredda, così da riattivare la circolazione. Altri impacchi consigliati sono quelli all’acqua di rose e alla camomilla, in modo da alleviare anche i bruciori. E se forse gli impacchi alla camomilla sono abbastanza noti, quelli alle verdure sicuramente un po’ meno: al di là delle classiche fette di cetriolo che donano freschezza, anche gli impacchi alle carote – precedentemente cotte al vapore e fatte raffreddare – aiutano a combattere infiammazioni e bruciori. Quando, invece, la causa è l’affaticamento e non l’irritazione, il tè nero diventa un toccasana: disporre due bustine sugli occhi – lasciate in fusione per almeno 5 minuti – fungerà da effetto decongestionante se lasciate agire per un quarto d’ora.

Infine, un ulteriore metodo per assicurare salute ai nostri occhi, è cambiare e lavare spesso la biancheria: utilizzare asciugamani puliti ogni giorno e lavare di frequente le lenzuola e le federe sulle quali poggiamo la faccia, ci evita di avere a che fare con tessuti potenzialmente infetti.

Insomma, come abbiamo appena letto, basta solo un po’ di accortezza per mantenere i nostri occhi in salute!

SOLE E ARIA CONDIZIONATA: UN RISCHIO PER GLI OCCHI.

Sole sta a estate come estate sta ad aria condizionata. Ma se da un lato godere dei benefici della bella stagione – dai raggi solari all’invenzione dei condizionatori – è un bene, dall’altro dobbiamo stare attenti a preservare la nostra salute e quella dei nostri occhi.

È risaputo che un’eccessiva e non protetta sottoposizione ai raggi ultravioletti può provocare danni consistenti, anche e soprattutto alla vista. Quello che non tutti sanno, però, è che le conseguenze potrebbero essere estremamente gravi: stare in spiaggia per 6-8 ore senza l’adeguata protezione degli occhiali da sole, assorbendo quindi la luce riflessa dalla sabbia nelle ore in cui il sole è più alto, potrebbe provocare cheratite (infiammazione della cornea) con conseguente dolore, lacrimazione, blefarospasmo (contrazione persistente del muscolo orbicolare) e fotofobia (sensibilità alla luce), per non parlare della relazione che intercorre tra l’esposizione ai raggi UV e la formazione di cataratte; è stimato che tra i 12-15 milioni di persone che ogni anno riscontrano questo problema, il 20% dei casi è stato provocato e/o aumentato a causa della scorretta esposizione solare. Altra grave conseguenza legata a un’eccessiva sottoposizione del sole è la degenerazione maculare senile precoce, ossia l’invecchiamento prematuro della macula (porzione più centrale della retina).

E per chi stesse pensando di preferire le vacanze in montagna piuttosto che al mare, purtroppo non è immune dai rischi legati alla salute degli occhi, anzi!, è ancor più esposto poiché con l’altitudine gli effetti dannosi dei raggi ultravioletti aumentano.

Se poi alla smisurata esposizione UV aggiungiamo la vista prolungata di schermi e display sotto il sole, passiamo dalla padella alla brace. Fissare questi dispositivi per lungo tempo sotto la luce solare significa correre incontro ad affaticamento, irritazione, arrossamento degli occhi e allo sviluppo o all’aumento della miopia.

Che si tratti di mare o montagna, il consiglio è sempre quello di indossare dei buoni occhiali da sole, con lenti preferibilmente polarizzate (in modo da evitare abbagliamenti dovuti ai riflessi), avvolgenti e specchiate. Inoltre è preferibile lubrificare ogni 1-2 ore i bulbi oculari con delle gocce artificiali.

Ma cosa succede quand’è l’aria condizionata a dar fastidio ai nostri occhi?
Rimanere a casa, lontano dal sole, non sempre rappresenta una soluzione se a crearci danno ci pensa il condizionatore. I cambiamenti microclimatici prodotti da questo macchinario (flusso d’aria, umidità e temperatura) possono incidere sulla lubrificazione degli occhi, i quali, non più protetti dalla lacrimazione, sono maggiormente soggetti ai fastidi provocati dagli agenti inquinanti presenti nell’aria: partendo da irritazioni sulle terminazioni nervose, si potrebbe arrivare a lesioni epiteliali sulla congiuntiva (membrana mucosa che ricopre la superficie anteriore del bulbo oculare) con conseguente infiammazione della cornea.
Bassi livelli di umidità, inoltre, potrebbero ancor più facilmente favorire tedi nei portatori di lenti a contatto.

In definitiva, ciò che questo articolo vuole esprimere è che con la salute degli occhi non si deve scherzare mai e che bastano piccoli accorgimenti – adottati anche in casa – per favorire e mantenere una vista sana.

L’INFLUENZA DELLE VARIE ACQUE SUI NOSTRI OCCHI.

In estate, inutile dirlo, il modo più efficace e divertente per rinfrescarsi quando l’afa non dà tregua è andare al mare, al lago, in piscina o frequentare un parco acquatico.
Eppure, nonostante il refrigerio momentaneo e appagante, bisogna stare attenti agli agenti esterni e allo stress cui sottoponiamo i nostri occhi.

Partiamo dal re dell’estate: il mare.
Andare al mare è la prima cosa a cui pensiamo quando il caldo diventa così torrido da non farci trovar pace, e tra le attenzioni da riservare a una giornata sulla spiaggia ce ne sono alcune molto importanti inerenti gli occhi. Oltre alla sabbia che potrebbe graffiare la cornea – provocando danni momentanei o permanenti – oppure essere infetta e procurare infezioni, un altro elemento potenzialmente pericoloso è proprio l’acqua del mare. Il sale contenuto in essa a lungo andare potrebbe causare bruciore, irritazione, infiammazione e arrossamenti oculari di portata più o meno grave; inoltre, in caso di acqua poco pulita, il rischio di infezioni aumenta non poco.
Un modo efficace per evitare sgradevoli sorprese, dopo l’attenzione da noi impiegata, è quello di indossare occhialini da nuoto, indicati soprattutto per chi ama fare lunghe nuotate o rimanere “in ammollo”. Anche gli occhiali da sole sono fortemente consigliati, sia per proteggere dai raggi UV che dalla sabbia alzata dal vento. Ma per una protezione a 360°, è buona norma somministrare lacrime artificiali – o antinfiammatori in caso di piccoli disturbi – per mantenere l’occhio pulito e lubrificato, azione indispensabile soprattutto per i portatori di lenti a contatto, i quali rischiano serie conseguenze se le lenti dovessero bagnarsi o sporcarsi con la sabbia.

Chi, invece, preferisce passare le giornate in piscina o nei parchi acquatici non è comunque esente dagli azzardi.
Nonostante i filtri e il cloro, l’acqua delle piscine e degli acquapark rischia di essere ancor più contaminata di quella del mare, ed è proprio il cloro (sostanza chimica utilizzata per impedire la prolificazione batterica dell’acqua) a poter provocare irritazioni, rossori, lacrimazione, sensibilità alla luce e anche congiuntiviti se, ancora una volta, non si utilizzano gli occhialini da nuoto. In caso di uno di questi disturbi, il consiglio è quello di lavare immediatamente e abbondantemente gli occhi con acqua fresca e pulita, utilizzare delle lacrime artificiali e rivolgersi a un medico se il fastidio dovesse persistere o in caso di patologie gravi. Un ulteriore suggerimento è quello di evitare il contatto con l’acqua se l’occhio dovesse già presentare patologie, irritazioni o taglietti; regole valenti anche e soprattutto per i portatori di lenti a contatto.

Altamente sconsigliato, infine, è il bagno nelle acque di laghi e fiumi. A differenza delle piscine e del mare, questo tipo di acqua dolce ha un’altissima probabilità di contenere batteri e organismi (come per esempio l’Acanthamoeba) in grado di provocare infezioni oculari rare e difficili da curare.

Fare attenzione alla vista è una questione di vitale importanza. Speriamo non succeda mai nulla, ma in caso di contagio ricordiamo di agire il più rapidamente possibile – e sempre sotto visita medica – in modo da evitare danni che a lungo termine potrebbero persino causare problemi permanenti. Insomma, durante tutto l’anno e soprattutto in estate, ricordatevi di darci un occhio!

ALLERGIA STAGIONALE: PERCHÉ GLI OCCHI SONO COSÌ SUSCETTIBILI?

La primavera è arrivata e, oltre alle temperature in rialzo, c’è qualcosa nell’aria sinonimo di cambiamento: il polline.

Il polline è l’elemento riproduttivo emesso dagli organi maschili delle piante che viene liberato in aria con lo scopo di andare a fecondare la struttura riproduttiva delle piante femmine, attuando la cosiddetta impollinazione.

Tuttavia, per quanto questo fenomeno sia di vitale importanza per il globo e per l’ambiente, tante e tante persone ne risentono in tutto il mondo, con ben 18 milioni solamente in Italia.

Ma di cosa stiamo parlando con esattezza? Di congiuntivite allergica.

La congiuntivite allergica è un’infiammazione indotta da un allergene – in questo caso il polline – che colpisce la congiuntiva (membrana mucosa che ricopre la superficie anteriore del bulbo oculare) e provoca iperemia (il tipico arrossamento degli occhi causato dall’irritazione dei vasi sanguigni), prurito, aumento della lacrimazione, vista offuscata, gonfiore delle palpebre e senso di corpo estraneo all’interno degli occhi, oltre che altri disturbi quali congestione e prurito del naso, starnuti, orticaria, tosse e a volte persino emicrania.

La reazione allergica è causata dalla prolungata esposizione alla sostanza cui l’organismo risulta essere particolarmente sensibile, ma perché gli occhi sono così suscettibili agli allergeni?

La parte più vulnerabile dell’occhio è la sua superficie, maggiormente attaccabile poiché in costante contatto con l’aria, lì dove risiedono gli agenti allergizzanti. Nelle allergie oculari, le palpebre e la congiuntiva reagiscono al contatto con suddetti allergeni liberando l’istamina, un composto azotato coinvolto nella risposta infiammatoria per combattere l’allergia, al tempo stesso principale responsabile della stimolazione e dilatazione dei vasi sanguigni che di conseguenza irritano le terminazioni nervose favorendo così una copiosa lacrimazione.
Un lato positivo, in tutto il fastidio provocato dall’allergia, è che la cornea non viene interessata.

Come curare la congiuntivite allergica?
Somministrare colliri antistaminici aiuta ad alleviare irritazione, prurito e rossore oculare. È inoltre possibile prevenire le allergie stagionali seguendo una terapia antistaminica prima dell’arrivo della stagione degli amori tra le piante. Ma attenzione! Seguire sempre le indicazioni del medico e mai l’auto-terapia, che potrebbe portare a spiacevoli effetti collaterali.

20 CURIOSITÀ SUGLI OCCHI CHE NON CONOSCEVI.

Se ti sei mai chiesto quali strane curiosità e aneddoti girino intorno agli occhi, questo articolo fa al caso tuo.
Mettiti comodo e goditi la lettura!

  1. Gli occhi sono il muscolo più veloce del nostro corpo: un battito di palpebra dura all’incirca 150 millisecondi e in un secondo siamo in grado di ammiccare ben 5 volte.
  2. Gli occhi umani iniziano a svilupparsi già dopo due settimane dal concepimento e un bambino, nel grembo materno, distingue luce e buio: passando attraverso il grembo, i bagliori rossi indicano la luce mentre i bagliori viola indicano il buio.
  3. A causa della gravità, gli astronauti non sono in grado di piangere nello spazio.
  4. Circa 10.000 anni fa esistevano solo occhi scuri, l’insorgere di occhi chiari quali azzurri e verdi è frutto di una delle mutazioni umane più recenti.
  5. Gli individui affetti da albinismo hanno gli occhi rossi per via della mancanza di pigmento nell’iride, per questo è visibile il sangue che passa nel fondo dell’occhio.
  6. Il bulbo oculare di una persona adulta pesa circa 8 grammi, ha un diametro di 2,5 centimetri e al suo interno contiene 107 milioni di cellule.
  7. Gli uomini vedono in media meglio delle donne. Tuttavia, il 2% di queste ultime può nascere con una mutazione genetica che permette di vedere 100 milioni di colori contro il milione di una persona normale.
  8. Il colore degli occhi umani è determinato dalla quantità di pigmenti presenti in essi, posizionati nella parte anteriore dell’iride: gli occhi scuri sono frutto di una grande quantità di pigmenti; gli occhi chiari, invece, sono molto più rari, frutto di una minore quantità di pigmenti.
  9. Alcune persone vedono solamente in bianco e nero. Questa patologia, chiamata Acromatopsia, è una forma molto rara di cecità ai colori e le persone che ne soffrono riescono a distinguere solamente delle tonalità che vanno dal nero al grigio al bianco.
  10. Poiché la cornea umana è molto simile a quella degli squali, la cornea di questi ultimi viene spesso utilizzata sull’uomo durante alcuni interventi chirurgici.
  11. Alcune persone sono affette da Eterocromia, condizione per la quale hanno gli occhi di due colori diversi. L’Eterocromia è molto diffusa tra cani, gatti e altri animali, ma abbastanza rara per l’uomo e non comporta alcun rischio per la salute.
  12. L’occhio umano ha estrema necessità di rimanere sempre ben lubrificato, per questo tende a lacrimare molto soprattutto quando si trova in condizioni di aridità: il cervello percepisce la situazione come anomala e attiva quindi la lacrimazione, in modo che l’occhio possa nuovamente lubrificarsi.
  13. Sotto le iridi castane e marroni si nasconde uno strato azzurro che può essere portato alla luce attraverso un’operazione.
  14. Il sistema visivo consuma il 65% della potenza del cervello ed è il sistema che impiega maggiori risorse in tutto il corpo.
  15. L’iride dell’occhio è unica per ogni individuo, essa contiene infatti 256 caratteristiche uniche contro le 40 delle impronte digitali.
  16. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, i pirati indossavano una benda sull’occhio per vedere meglio. In questo modo abituavano un occhio alla luce e uno al buio, assicurandosi acutezza visiva in ogni condizione.
  17. Le pupille si dilatano o si restringono a seconda delle emozioni: quando guardiamo la persona amata possono raggiungere anche il 45% in più.
  18. Gli occhi possono ripararsi autonomamente e in breve tempo: un graffio non grave sulla loro superficie può guarire senza alcun intervento entro 48 ore.
  19. L’occhio umano può porre la sua attenzione su circa 50 oggetti al secondo.
  20. Passare tempo all’aria aperta contrasta la miopia: ogni ora passata fuori casa aiuterebbe a diminuire la possibilità di miopia del 2%.

LENTI A CONTATTO: QUANDO INDOSSARLE. TUTTI I PRO E I CONTRO.

Per chi ha problemi di vista, le lenti a contatto hanno rappresentato fin dal loro esordio non solo una soluzione all’estetica e all’ingombro degli occhiali, ma anche una tecnica correttiva delle problematiche legate ad astigmatismo, miopia, presbiopia e ipermetropia.

Esistono diversi tipi di lenti a contatto – rigide, semirigide e morbide – che grazie alla loro curvatura aderiscono perfettamente alla cornea, curvando di conseguenza e in maniera distinta la luce così da adagiarla sulla retina in modo che si formi una corretta immagine. Eppure, anche se al giorno d’oggi l’avanzamento della tecnologia ha permesso di dar vita a prodotti sempre più anatomici, discreti e facili da utilizzare, bisogna tener presenti non solo i pro ma anche i contro.

Premettendo che la permeabilità dell’ossigeno è fondamentale per riuscire a tollerare la presenza di lenti a contatto poiché l’ossigeno è un fattore indispensabile per il metabolismo corneale, entriamo nello specifico e scopriamo le differenze che contraddistinguono i tre tipi di lente. Le lenti morbide sono costituite da una più elevata quantità d’acqua nella loro struttura, quindi da un’alta permeabilità d’ossigeno; il loro spessore va dai 13 ai 15mm ma la presenza dell’acqua e il materiale che le compone fanno sì che si sporchino facilmente e che debbano essere pulite di frequente. Le lenti rigide hanno una struttura, appunto, più rigida rispetto alle precedenti e sono realizzate da un materiale che non permette una diretta permeabilità d’ossigeno; quest’ultimo raggiunge la cornea solamente tramite il ricambio lacrimale dell’occhio. Le lenti semirigide (anche dette rigide gas permeabili), infine, hanno una costruzione più sostenuta rispetto alle morbide ma a differenza delle rigide si lasciano attraversare dall’ossigeno.

Fermo restando che saranno l’oculista e l’ottico di fiducia a consigliare il tipo di lente più adatto ai singoli casi, i pro delle lenti sono molteplici e assicurano comodità in qualsiasi circostanza: permettono maggiore libertà di movimento, specie per chi pratica sport; garantiscono una vista nitida e senza riflessi; non rappresentano un problema in condizioni atmosferiche avverse; sono utilizzabili a qualsiasi età e, addirittura, in età avanzata aiutano più degli occhiali nella visione da vicino grazie ai sempre più innovativi materiali multifocali; permettono di indossare e togliere a proprio piacimento occhiali da sole non graduati, eliminando il fastidio di fare “caccia e metti” tra occhiali da vista e occhiali da sole graduati; infine, soprattutto per quanto riguarda chi ama il make-up, abbattono la barriera a volte antiestetica e coprente delle montature, lasciando viso e trucco liberi da qualsiasi ingombro.

Purtroppo, ogni pro si porta dietro dei contro: per i meno capaci o per chi avesse difficoltà motorie, indossare le lenti a contatto potrebbe rappresentare un problema, a dispetto degli occhiali che sono decisamente più facili da indossare; non lubrificare le lenti, indossarle tutto il giorno, addormentarsi con esse o evitare di pulirle assiduamente potrebbe ridurre la permeabilità d’ossigeno, portare a infezioni o addirittura a danneggiamenti della cornea; per finire, non esistono lenti a contatto da riposo, per cui tenerle anche quando se ne potrebbe fare a meno non apporterebbe alcuna miglioria alla vista, al contrario contribuirebbe al suo peggioramento.

Insomma, indossare lenti a contatto richiede sicuramente degli accorgimenti maggiori rispetto all’utilizzo di semplici occhiali. Ma se si è in grado di seguire poche semplici regole, i pro risulteranno più schiaccianti dei contro e condurranno di certo a maggiori benefici inerenti la vista, l’estetica e la comodità!

ANTIRIFLESSO E BLUEBLOCK: I TRATTAMENTI CHE PROTEGGONO L’OCCHIO.

Quando ci si reca a comprare un nuovo paio di occhiali, una domanda di routine che l’ottico pone riguarda l’antiriflesso delle lenti. Purtroppo non tutti richiedono o acconsentono al trattamento, arrecando in questo modo dei considerevoli danni ai propri occhi.

L’antiriflesso è un trattamento che viene applicato alle lenti tramite una patina trasparente molto fine che riduce l’affaticamento della vista, permettendo una visuale nitida e un’immagine maggiormente luminosa; in più, oltre a eliminare i riflessi prodotti dalla luce (sia naturale che artificiale), dona alle lenti un aspetto quasi del tutto invisibile.

È bene sapere che non esiste un solo tipo di antiriflesso e, in base alle esigenze, si potrà optare per quello più congeniale alla propria vista. È sempre consigliabile affidarsi al parere dei professionisti che, in base allo stile di vita condotto dal cliente, sapranno suggerire quanti strati di antiriflesso sarà opportuno applicare: più strati di trattamento saranno presenti sulle lenti, più riflessi si potranno annullare. Perciò, se si passano molte ore all’aperto o davanti agli schermi di vario genere, sarà opportuno provvedere ad applicare un antiriflesso in grado di proteggere gli occhi dalla luce naturale o artificiale – in quest’ultimo caso è particolarmente consigliato il Blueblock, un trattamento specifico che protegge dai raggi di luce blu ampiamente emanati dagli schermi e che l’occhio non è in grado di bloccare al 100%, evitando così che a lungo andare la vista cada in quello che viene definito affaticamento digitale.

L’antiriflesso, quindi, viene utilizzato non solo per una questione pratica ma anche per migliorare e rilassare la vista, impedendo all’occhio di creare delle irritanti macchie luminose – anche dette immagini fantasma – che contribuirebbero sicuramente alla stanchezza visiva e a tutte le conseguenze che si porta dietro (mal di testa, arrossamento, bruciore e pesantezza dell’occhio). Ma attenzione: affinché il trattamento funzioni, bisogna assicurarsi che venga applicato sia anteriormente che posteriormente alle lenti. Una volta sicuri di quest’ultimo accorgimento, non resta che iniziare a guardare il mondo con lenti nuove, limpide e sicure!

LENTI PROGRESSIVE: PERCHÉ PORTARLE È UN BENEFICIO PER LA SALUTE DEGLI OCCHI.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, le lenti progressive (anche dette multifocali) sono degli occhiali che contengono in un’unica lente più di un’area di visione. Forse le ricorderete sul naso delle nonne che, per non fare “caccia e metti” fra più paia di occhiali tra un lavoro di cucito e una puntata della telenovela preferita, utilizzavano questo tipo di lente in modo da poter vedere contemporaneamente sia da vicino che da lontano.

Ma come funzionano? Se un tempo le visioni contenute all’interno di queste lenti erano solitamente due, oggi arrivano persino a tre. Le lenti progressive a visione trifocale sono strutturate in modo che guardando nella porzione superiore si potrà avere una visione nitida da lontano, guardando nella porzione intermedia si avrà una visione a media distanza, mentre la porzione inferiore è dedicata alla visione da vicino. Inoltre, a differenza delle lenti utilizzate dalle nonne che erano marcate da antiestetici separatori tra una porzione e l’altra, la tecnica odierna è arrivata a una soluzione che elimina quest’inestetismo e consente alle lenti progressive una furba mimetizzazione, trasformandole in occhiali all’ultima moda.

Ma com’è possibile che all’interno di un’unica lente siano contenute tre aree di visione? La tecnologia ha trovato una risposta anche a questo, permettendo una visione ampia e dinamica nonostante lo spazio apparentemente ridotto e a dispetto delle attività di movimento che, a primo impatto, potrebbero rappresentare un problema, ma che invece non costituiscono una difficoltà: azioni quotidiane come correre, scendere o salire le scale non risentiranno affatto delle lenti progressive poiché la vista si adatterà benissimo alle diverse aree di visione, senza sforzo o sbalzi visivi.

In definitiva, queste lenti rappresentano non soltanto una soluzione 2 in 1 o 3 in 1, ma possono essere utilizzate anche per correggere disturbi come la miopia (difficoltà di mettere a fuoco la vista da lontano), l’ipermetropia (difficoltà di mettere a fuoco la vista da vicino), l’astigmatismo (visione distorta sia da lontano che da vicino) e persino la presbiopia (incapacità progressiva e naturale dell’occhio di mettere a fuoco gli oggetti più vicini) senza dover rinunciare alle montature che più ci piacciono!

4 validi motivi per indossare gli occhiali da sole.

Spesso concepiti come un semplice accessorio estetico, gli occhiali da sole vengono scelti per completare un look. Alcune persone li utilizzano per nascondere quel velo di timidezza e imbarazzo che provano parlando con altri individui. Altre ancora, invece, per “darsi un tono”.

In realtà, l’occhiale da sole è prima di tutto un’esigenza per il benessere dell’occhio e della vista: tutti, dai bambini agli anziani, da chi ha occhi chiari a chi quelli scuri, dovrebbero indossare gli occhiali da sole, perché rappresentano il più valido alleato contro i raggi UV del sole, che, se penetrano nell’occhio, potrebbero portare a serie conseguenze.

Diversi sono i danni che la quantità di sole e un’esposizione più o meno prolungata ai raggi UV possono provocare agli occhi e che spesso vengono sottovalutati:

  • Secchezza oculare
  • Congiuntivite
  • Cheratite
  • Cataratta

Andiamo quindi a scoprire 4 validi motivi per indossare sempre gli occhiali da sole, anche d’inverno.

  • Danni alla vista: Come già detto all’inizio dell’articolo i raggi UV possono portare svariati danni alla vista, oltre a quelli sopra citati, l’occhio può incorrere in irritazioni e dolori causati da sabbia, vento, riflessi della neve ecc.
  • Benessere dell’occhio: Indossare sempre occhiali da sole migliora la salute degli occhi, ovviamente gli occhiali devono rispettare alcuni criteri di qualità, per evitare di ricevere l’effetto contrario.
  • Protezione dell’occhio: Oltre a proteggere l’occhio in situazioni normali da corpi estranei come vento, sabbia ecc, gli occhiali da sole proteggono l’occhio anche in seguito a un intervento chirurgico.
  • Vista confortevole: L’utilizzo di occhiali da sole permette una visione confortevole senza riflessi o abbagliamenti fastidiosi.

Come scegliere il proprio paio di occhiali da sole

La scelta degli occhiali da sole è sempre un dilemma, e molte volte si cerca di risparmiare qualcosa, visto che viene considerato più come un fattore estetico piuttosto che protettivo. Il nostro consiglio è quello di non lasciarsi ingannare da offerte strepitose, infatti molte volte un prezzo troppo basso corrisponde a scarsa qualità dei materiali (lenti, montatura o trattamenti antiriflesso), inoltre in molti casi gli occhiali da sole a basso costo non presentato il marchio CE, a garanzia della qualità certificata del prodotto.

I due fattori principali da prendere in considerazione quando si acquista un paio di occhiali sono:

  1. Il fattore estetico: sicuramente un fattore prettamente soggettivo che nel corso degli anni è diventata una vera e propria moda, infatti sono tantissimi i colori e le forme delle montature sul mercato (a farfalla, rettangolari, esagonali, tonde, ovali ecc).
  2. Il fattore funzionale: bisogna prestare molta più attenzione quando si parla di fattore funzionale, infatti è necessario valutare se conviene optare per delle lenti da sole polarizzate, lenti colorate oppure lenti specchiate. Ognuna di queste lenti ha delle caratteristiche differenti, ma tutte offrono prestazioni elevate.

Fonte: blog.hoyavision.com

Cos’è la miopia e come non farla peggiorare nei bambini.

Ormai tutti nella propria vita hanno sentito parlare almeno una volta di questo difetto della vista, ma cos’è la miopia? Questo difetto provoca problemi in particolare da lontano, infatti chi è miope non riesce a vedere bene da lontano, vedendo tutto sfocato. L’etimologia della parola è di origine greca e significa “socchiudere gli occhi”, proprio perché i miopi utilizzano questo metodo per migliorare la qualità della vista.

Questo disturbo non colpisce solo gli adulti, ma anche i bambini, talvolta molto precocemente. Ad incidere possono essere fattori genetici/ereditari, come ad esempio avere uno o entrambi i genitori miopi, oppure fattori esterni, come un uso prolungato e troppo ravvicinato di dispositivi digitali (smarphone, tablet, tv ecc).

Riconoscere la miopia nei bambini: segnali d’allarme

Nei bambini, specialmente se molto piccoli è difficile individuare problemi di vista precoci, infatti quasi sicuramente il bambino non sarà in grado di riconoscere un difetto della vista e di conseguenza non lo riferirà ai genitori. Ecco allora che diventa fondamentale sapere riconoscere i primi timidi segnali di una possibile miopia, cosi da poter successivamente fissare una visita oculistica.

I campanelli d’allarme potrebbero essere:

  • L’abitudine del bambino ad avvicinare a sé oggetti, come tablet o lavagne;
  • L’atto di strizzare gli occhi quando guarda oggetti lontani;
  • La tendenza a non vedere bene in lontananza.

Le nuove tecnologia per contrastare la miopia

In caso di miopia nei bambini, esiste una tecnologia innovativa chiamata Miyosmart. Questo tipo di lente da vista ha due funzioni, correggere e rallentare la progressione della miopia.

Questa tecnologia è una soluzione facile e non invasiva, appositamente studiata per gestire la progressione miopica dei bambini. Queste lenti sono in grado di ridurre l’evoluzione miopica del 60% rispetto alle classiche lenti monofocali perché rallentano la crescita del bulbo oculare, quindi anche l’aumento della miopia.

5 consigli per la salute degli occhi dei bambini

Dopo un’accurata visita oculistica che stabilirà lo stato di salute dell’occhio, esistono alcuni consigli per aiutare il benessere dell’occhio dei bambini, da seguire durate le attività quotidiane:

  1. Prendersi pause da schermi(TV, tablet, smartphone e ogni device tecnologico) ogni venti minuti circa, per permettere all’occhio di riposare;
  2. Guardare gli schermi a circa sei metri di distanza;
  3. Vivere in ambienti ben illuminati;
  4. Trascorrere più tempo possibile all’aria aperta, anche d’inverno. Circa quaranta minuti al dì sono sufficienti per consentire all’occhio di ottenere i benefici dell’esposizione alla luce del sole;
  5. Non dimenticare mai di effettuare visite oculistiche periodiche, partendo già dai tre anni di vita del bambino.

Fonte: blog.hoyavision.com