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NISTAGMO: COS’È E COME SI PUÒ TRATTARE.

Vi è mai capitato che uno o entrambi gli occhi “decidessero di andarsene per conto loro” indipendentemente dalla vostra volontà? Se vi è successo, è probabile che soffriate di nistagmo.

Ma di cosa stiamo parlando? Il nistagmo è un disturbo visivo che si verifica con dei movimenti rapidi, involontari e ripetitivi degli occhi, dovuti primariamente a un malfunzionamento delle aree cerebrali che controllano il moto oculare. I movimenti compiuti dal nistagmo vanno da un lato all’altro, ma potrebbe capitare che gli occhi oscillino anche in modo circolare o dall’alto verso il basso.

Le caratteristiche del nistagmo sono diverse, ma possono variare in base ai soggetti. Quella che però contraddistingue quasi tutti i casi, è una visione ridotta o limitata.
Le cause da ricercare per questo disturbo sono molteplici e, a seconda della causa, si distinguono diversi tipi di nistagmo:

  • Nistagmo patologico, può essere congenito (presente fin dalla nascita, con disturbo lieve e non progressivo) o acquisito (si sviluppa nel corso degli anni in conseguenza a gravi condizioni di salute come, per esempio, traumi cranici e sclerosi multipla, oppure in seguito all’utilizzo di pesanti farmaci come sedativi o antiepilettici).
  • Nistagmo fisiologico, presente nei soggetti sani e provocato dal riflesso vestibolo-oculare che stabilizza le immagini sulla retina durante un rapido movimento della testa. A sua volta, questo tipo di nistagmo si suddivide in optocinetico (relativo all’occhio e ad alcune sue patologie come la cataratta, lo strabismo, il glaucoma, l’albinismo e alcune condizioni della retina), vestibolare (relativo al labirinto, ossia all’orecchio interno che gestisce l’equilibrio e che consente di percepire il movimento/posizionamento spaziale) o dissociativo (relativo ai movimenti dei due occhi che però hanno ampiezze differenti).  

Oltre agli scatti involontari degli occhi, che possono seguire diverse traiettorie a ritmi alternati, altri sintomi associati al nistagmo sono la sensibilità alla luce, perdita dell’equilibrio o vertigini, difficoltà a vedere nel buio, problemi visivi in generale, assunzione di posizioni anomale della testa (in quanto alcune persone vedono meglio/peggio in base a come posizionano il capo), oscillopsia (ossia percezione oscillante e instabile del campo visivo).

In caso di uno o più campanellini d’allarme, è bene farsi visitare al più presto da un oculista in modo da capire prima di tutto di che tipo di nistagmo si soffre e se, eventualmente, è da associare ad altre patologie. Oltre a una visita oculistica completa, si può riscontrare il nistagmo anche tramite un esame dell’orecchio (tra cui un test dell’udito), un esame neurologico, risonanza magnetica e temografia computerizzata dell’encefalo.

Esistono diverse cure per il nistagmo, così come svariati trattamenti che possono limitarne i disturbi. Scopriamo quali:

  • Occhiali e lenti a contatto supportano la funzione visiva e dovrebbero essere indossati per correggere altri problemi visivi paralleli.
  • Ausili per ipovedenti, come caratteri grandi, materiali ad alto contrato, buona illuminazione e dispositivi zoom.
  • Interventi occasionali sui muscoli oculari per alterarne la posizione in modo da ridurre l’entità della patologia, sebbene non consistano in una soluzione permanente.
  • Assunzione di alcuni farmaci, benché il loro uso è limitato a causa degli effetti collaterali che potrebbero insorgere.

LE CONSEGUENZE DEL FREDDO SUI NOSTRI OCCHI.

Esattamente come la bella stagione e le alte temperature, i nostri occhi sono a rischio anche d’inverno, quando il caldo opprimente lascia il posto a temperature che scendono sotto lo zero.

Il freddo e gli agenti atmosferici invernali possono arrecare agli occhi dei malesseri più o meno gravi, che in ogni caso non sono da prendere alla leggera: lacrimazione, rossori e bruciori diventano frequenti durante la stagione fredda, affiancati da congiuntiviti, fastidio alla luce, affaticamento delle palpebre e annebbiamento della vista, tutte conseguenze degli sbalzi termici.

La lacrimazione, per esempio, è una protezione che l’occhio attua in risposta al freddo, il cui scopo è quello di difendere il bulbo oculare. Si tratta di una reazione normale, che in alcuni contesti potrebbe diventare smisurata: nelle persone predisposte, il canale lacrimale si riduce impedendo alle lacrime di fuoriuscire regolarmente, provocando all’opposto un’eccessiva lacrimazione. La congiuntivite, invece, è una conseguenza delle infiammazioni aeree superiori (laringiti, faringiti, ecc) che per prossimità sfociano anche in infiammazioni congiuntivali. Il bruciore, tuttavia, è il malessere più frequente di tutti, provocato soprattutto dal passaggio caldo-freddo cui siamo sottoposti in inverno: l’aria calda dei termosifoni e condizionatori, in contrasto col freddo pungente dell’esterno, secca drasticamente il bulbo oculare provocando il classico fastidio. Infine c’è il colpo d’aria, che nei casi più gravi potrebbe comportare una vasocostrizione, provocando alterazioni della parete vascolare: in situazioni del genere, è possibile che sforzi improvvisi (come starnuti e colpi di tosse) causino delle piccole emorragie, presentate generalmente come chiazze rosse nei bulbi oculari.

Per aiutare la nostra salute visiva, le lacrime artificiali a base di acido ialuronico sono la soluzione più semplice e contemporaneamente più efficace, in grado di ripristinare lo spessore del film lacrimale e ridurre le irritazioni durante l’inverno. Gli occhiali da sole, inoltre, costituiscono una protezione da folate di vento e – in alta montagna – dai raggi UV del sole.

Piccoli accorgimenti per grandi risultati!

QUANT’È IMPORTANTE LA PREVENZIONE OCULARE?

Come ogni anno, è da poco trascorsa la Giornata Mondiale della Vista, promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia.

Il fine di questa giornata è quello di mettere in guardia contro malattie oculari che, se non curate, comprometterebbero gravemente la qualità visiva. La prevenzione, perciò, diventa fondamentale – non solo nella giornata a essa dedicata ma durante tutto l’anno – soprattutto per quanto riguarda alcune patologie dove il calo visivo è lento, graduale e senza sintomi; patologie, queste, che potrebbero arrecare seri danni ma che, al contempo, potrebbero essere facilmente risolvibili se “acchiappate” in tempo grazie a dei controlli preventivi.

Un altro importante motivo per cui la prevenzione è indispensabile, riguarda la percezione della salute oculare contro il reale stato di salute: l’IAPB Italia, durante la campagna “Vista in Salute” ripartita a maggio 2022, ha scoperto che il 40% delle persone visitate correva profondi rischi o era affetta da disturbi senza riscontrare alcuna avvisaglia, non essendo quindi a conoscenza della propria condizione. Queste patologie, cosiddette asintomatiche, sono molto pericolose poiché danneggiano le cellule nervose in maniera silenziosa, ma possono essere curate o arginate se diagnosticate in tempo.

Solo in Italia, sono oltre tre milioni le persone a rischio e che soffrono di problemi oculari innati, legati alla genetica o insorti a causa di altre disfunzioni. Per tentare di ovviare al problema, la Società Oftalmologica Italiana consiglia una visita alla nascita, poi entro i 3 anni, a 12 anni, successivamente una volta ogni due anni dopo i 40 e una volta l’anno per gli over 60.

È importante ricordare che la prevenzione non ha età, ma diviene indispensabile per salvaguardare la salute dei nostri occhi così da conservare le capacità visive a lungo, in vista del futuro e della terza età: l’attenzione di oggi potrebbe essere la salvezza del domani. Perciò non rischiare, ma prenota al più presto un controllo oculistico!

AUTUNNO E PRIMI FREDDI: QUALI I DISAGI E COME RISOLVERLI?

Dopo il caldo, il sole, il mare e le vacanze, l’arrivo dell’autunno porta con sé un po’ di scombussolamento e un cambio di consuetudini cui facciamo fatica ad abituarci, non solo noi ma anche i nostri occhi.
E già! Gli occhi, delicati come sono, risentono di ogni cambio stagione e ogni volta vanno incontro a inconvenienti diversi ma non per questo meno fastidiosi.

Tanto per cominciare, ad accompagnare i primi freddi potremmo trovare la febbre da fieno – ossia una forma di rinite allergica affiancata da prurito al naso, al palato e agli occhi – che, purtroppo, non si limita a farci visita solamente in primavera. Complici di questo disturbo, le foglie che iniziano a cadere e le sempre più frequenti folate di vento che, cariche di polveri e detriti, mettono a dura prova le nostre iridi, soprattutto quelle di chi fa uso frequente di lenti a contatto.
Un rimedio semplice e veloce potrebbe essere quello di indossare degli occhiali da sole che, seppur non risolvano la situazione al 100%, vanno a creare una sorta di barriera tra gli occhi e l’aria, impedendo che un eccessivo carico di corrente e ciò che trasporta possa provocare infiammazione.

Attenzione anche alla temperatura! Quando il freddo prende piede, fare uso del riscaldamento diventa inevitabile, ma creare uno sbalzo termico smisurato non è per niente un’ottima tattica: l’aria calda e secca generata da condizionatori e termosifoni influisce negativamente sulla salute degli occhi e sulla resa delle lenti a contatto, portando a secchezza e prurito. Una buona soluzione, forse scontata ma infallibile, è rappresentata dalle lacrime artificiali che andranno a lubrificare e reidratare l’occhio.

La pulizia, inoltre, è sempre cara amica della salute. Anche se faticoso e noioso, darsi alle pulizie d’autunno e lavare spesso lenzuola, coperte, asciugamani e vestiti aiuta a mantenere sotto controllo la polvere che potrebbe albergare dentro casa e causare fastidio.

Il riposo, poi, è fondamentale. Dormire a sufficienza (sette o otto ore a notte), trovare una propria routine quotidiana che non sia stressante e concedersi delle pause dal lavoro – soprattutto se si passa molto tempo davanti a uno schermo – è importantissimo. La stanchezza incide tantissimo sul nostro organismo, attaccando anche gli occhi che per la loro sensibilità sono tra i primi a risentirne.

Come sempre, bastano piccoli accorgimenti (come non portare le lenti a contatto per troppo tempo, evitare di strofinare insistentemente gli occhi e scegliere occhiali e lentine appropriate al proprio stile di vita) per far sì che i cambi di stagione diventino il meno estenuanti possibili per noi e la nostra vista!

OCCHI DISTURBATI: QUALI I RIMEDI NATURALI?

Si sa, gli occhi – come tutti gli organi – sono estremamente delicati, ancor di più se consideriamo la loro esposizione agli agenti esterni. A differenza degli altri organi, non hanno protezioni (come la gabbia toracica o il cranio) e ciò li rende ancor più vulnerabili. Quando arriva la bella stagione, poi, lo stress cui li sottoponiamo si amplifica maggiormente e non è raro che rossori, secchezza, infezioni o congiuntiviti possano attaccarli e indebolirli.
Cosa fare, quindi, in questi casi? E come poter curare gli occhi senza abusare di medicinali lì dove la situazione lo rende possibile?

Ecco alcuni rimedi naturali, i rimedi della nonna per intenderci, che hanno reso possibile la cura degli occhi prima che la scienza e le case farmaceutiche prendessero il sopravvento.

La prima cosa da non sottovalutare è il riposo: dormire bene aiuta la vista a mantenersi sana, fresca e riposata. Strettamente legata al riposo, troviamo la necessità di fare pause se si passa molto tempo davanti computer o display in generale, con una pausa consigliata di 15 minuti ogni 2 ore. Durante le pause, si raccomanda di lubrificare l’occhio con delle lacrime artificiali in modo da mantenerlo sempre ben umido, evitando così secchezze che potrebbero conseguentemente portare a rossori e fastidi.

Altro elemento da tenere in ampia considerazione è l’alimentazione: bere tanta acqua e mangiare verdure crude (soprattutto carote) aiuta gli occhi a ricevere i nutrimenti fondamentali per mantenersi in salute, ancora meglio se ci aiutiamo con integratori naturali come pappa reale, semi oleosi, germe di grano o frutta secca.

Ci sono casi, poi, in cui la prevenzione purtroppo non riesce a evitare che disturbi vari colpiscano gli occhi. In questi frangenti, alcuni semplici rimedi naturali potrebbero risolvere la situazione senza il bisogno di fare un salto in farmacia.

Per alleviare eventuali infiammazioni, sono consigliati impacchi alternati di acqua calda e fredda, così da riattivare la circolazione. Altri impacchi consigliati sono quelli all’acqua di rose e alla camomilla, in modo da alleviare anche i bruciori. E se forse gli impacchi alla camomilla sono abbastanza noti, quelli alle verdure sicuramente un po’ meno: al di là delle classiche fette di cetriolo che donano freschezza, anche gli impacchi alle carote – precedentemente cotte al vapore e fatte raffreddare – aiutano a combattere infiammazioni e bruciori. Quando, invece, la causa è l’affaticamento e non l’irritazione, il tè nero diventa un toccasana: disporre due bustine sugli occhi – lasciate in fusione per almeno 5 minuti – fungerà da effetto decongestionante se lasciate agire per un quarto d’ora.

Infine, un ulteriore metodo per assicurare salute ai nostri occhi, è cambiare e lavare spesso la biancheria: utilizzare asciugamani puliti ogni giorno e lavare di frequente le lenzuola e le federe sulle quali poggiamo la faccia, ci evita di avere a che fare con tessuti potenzialmente infetti.

Insomma, come abbiamo appena letto, basta solo un po’ di accortezza per mantenere i nostri occhi in salute!

SOLE E ARIA CONDIZIONATA: UN RISCHIO PER GLI OCCHI.

Sole sta a estate come estate sta ad aria condizionata. Ma se da un lato godere dei benefici della bella stagione – dai raggi solari all’invenzione dei condizionatori – è un bene, dall’altro dobbiamo stare attenti a preservare la nostra salute e quella dei nostri occhi.

È risaputo che un’eccessiva e non protetta sottoposizione ai raggi ultravioletti può provocare danni consistenti, anche e soprattutto alla vista. Quello che non tutti sanno, però, è che le conseguenze potrebbero essere estremamente gravi: stare in spiaggia per 6-8 ore senza l’adeguata protezione degli occhiali da sole, assorbendo quindi la luce riflessa dalla sabbia nelle ore in cui il sole è più alto, potrebbe provocare cheratite (infiammazione della cornea) con conseguente dolore, lacrimazione, blefarospasmo (contrazione persistente del muscolo orbicolare) e fotofobia (sensibilità alla luce), per non parlare della relazione che intercorre tra l’esposizione ai raggi UV e la formazione di cataratte; è stimato che tra i 12-15 milioni di persone che ogni anno riscontrano questo problema, il 20% dei casi è stato provocato e/o aumentato a causa della scorretta esposizione solare. Altra grave conseguenza legata a un’eccessiva sottoposizione del sole è la degenerazione maculare senile precoce, ossia l’invecchiamento prematuro della macula (porzione più centrale della retina).

E per chi stesse pensando di preferire le vacanze in montagna piuttosto che al mare, purtroppo non è immune dai rischi legati alla salute degli occhi, anzi!, è ancor più esposto poiché con l’altitudine gli effetti dannosi dei raggi ultravioletti aumentano.

Se poi alla smisurata esposizione UV aggiungiamo la vista prolungata di schermi e display sotto il sole, passiamo dalla padella alla brace. Fissare questi dispositivi per lungo tempo sotto la luce solare significa correre incontro ad affaticamento, irritazione, arrossamento degli occhi e allo sviluppo o all’aumento della miopia.

Che si tratti di mare o montagna, il consiglio è sempre quello di indossare dei buoni occhiali da sole, con lenti preferibilmente polarizzate (in modo da evitare abbagliamenti dovuti ai riflessi), avvolgenti e specchiate. Inoltre è preferibile lubrificare ogni 1-2 ore i bulbi oculari con delle gocce artificiali.

Ma cosa succede quand’è l’aria condizionata a dar fastidio ai nostri occhi?
Rimanere a casa, lontano dal sole, non sempre rappresenta una soluzione se a crearci danno ci pensa il condizionatore. I cambiamenti microclimatici prodotti da questo macchinario (flusso d’aria, umidità e temperatura) possono incidere sulla lubrificazione degli occhi, i quali, non più protetti dalla lacrimazione, sono maggiormente soggetti ai fastidi provocati dagli agenti inquinanti presenti nell’aria: partendo da irritazioni sulle terminazioni nervose, si potrebbe arrivare a lesioni epiteliali sulla congiuntiva (membrana mucosa che ricopre la superficie anteriore del bulbo oculare) con conseguente infiammazione della cornea.
Bassi livelli di umidità, inoltre, potrebbero ancor più facilmente favorire tedi nei portatori di lenti a contatto.

In definitiva, ciò che questo articolo vuole esprimere è che con la salute degli occhi non si deve scherzare mai e che bastano piccoli accorgimenti – adottati anche in casa – per favorire e mantenere una vista sana.

L’INFLUENZA DELLE VARIE ACQUE SUI NOSTRI OCCHI.

In estate, inutile dirlo, il modo più efficace e divertente per rinfrescarsi quando l’afa non dà tregua è andare al mare, al lago, in piscina o frequentare un parco acquatico.
Eppure, nonostante il refrigerio momentaneo e appagante, bisogna stare attenti agli agenti esterni e allo stress cui sottoponiamo i nostri occhi.

Partiamo dal re dell’estate: il mare.
Andare al mare è la prima cosa a cui pensiamo quando il caldo diventa così torrido da non farci trovar pace, e tra le attenzioni da riservare a una giornata sulla spiaggia ce ne sono alcune molto importanti inerenti gli occhi. Oltre alla sabbia che potrebbe graffiare la cornea – provocando danni momentanei o permanenti – oppure essere infetta e procurare infezioni, un altro elemento potenzialmente pericoloso è proprio l’acqua del mare. Il sale contenuto in essa a lungo andare potrebbe causare bruciore, irritazione, infiammazione e arrossamenti oculari di portata più o meno grave; inoltre, in caso di acqua poco pulita, il rischio di infezioni aumenta non poco.
Un modo efficace per evitare sgradevoli sorprese, dopo l’attenzione da noi impiegata, è quello di indossare occhialini da nuoto, indicati soprattutto per chi ama fare lunghe nuotate o rimanere “in ammollo”. Anche gli occhiali da sole sono fortemente consigliati, sia per proteggere dai raggi UV che dalla sabbia alzata dal vento. Ma per una protezione a 360°, è buona norma somministrare lacrime artificiali – o antinfiammatori in caso di piccoli disturbi – per mantenere l’occhio pulito e lubrificato, azione indispensabile soprattutto per i portatori di lenti a contatto, i quali rischiano serie conseguenze se le lenti dovessero bagnarsi o sporcarsi con la sabbia.

Chi, invece, preferisce passare le giornate in piscina o nei parchi acquatici non è comunque esente dagli azzardi.
Nonostante i filtri e il cloro, l’acqua delle piscine e degli acquapark rischia di essere ancor più contaminata di quella del mare, ed è proprio il cloro (sostanza chimica utilizzata per impedire la prolificazione batterica dell’acqua) a poter provocare irritazioni, rossori, lacrimazione, sensibilità alla luce e anche congiuntiviti se, ancora una volta, non si utilizzano gli occhialini da nuoto. In caso di uno di questi disturbi, il consiglio è quello di lavare immediatamente e abbondantemente gli occhi con acqua fresca e pulita, utilizzare delle lacrime artificiali e rivolgersi a un medico se il fastidio dovesse persistere o in caso di patologie gravi. Un ulteriore suggerimento è quello di evitare il contatto con l’acqua se l’occhio dovesse già presentare patologie, irritazioni o taglietti; regole valenti anche e soprattutto per i portatori di lenti a contatto.

Altamente sconsigliato, infine, è il bagno nelle acque di laghi e fiumi. A differenza delle piscine e del mare, questo tipo di acqua dolce ha un’altissima probabilità di contenere batteri e organismi (come per esempio l’Acanthamoeba) in grado di provocare infezioni oculari rare e difficili da curare.

Fare attenzione alla vista è una questione di vitale importanza. Speriamo non succeda mai nulla, ma in caso di contagio ricordiamo di agire il più rapidamente possibile – e sempre sotto visita medica – in modo da evitare danni che a lungo termine potrebbero persino causare problemi permanenti. Insomma, durante tutto l’anno e soprattutto in estate, ricordatevi di darci un occhio!

ALLERGIA STAGIONALE: PERCHÉ GLI OCCHI SONO COSÌ SUSCETTIBILI?

La primavera è arrivata e, oltre alle temperature in rialzo, c’è qualcosa nell’aria sinonimo di cambiamento: il polline.

Il polline è l’elemento riproduttivo emesso dagli organi maschili delle piante che viene liberato in aria con lo scopo di andare a fecondare la struttura riproduttiva delle piante femmine, attuando la cosiddetta impollinazione.

Tuttavia, per quanto questo fenomeno sia di vitale importanza per il globo e per l’ambiente, tante e tante persone ne risentono in tutto il mondo, con ben 18 milioni solamente in Italia.

Ma di cosa stiamo parlando con esattezza? Di congiuntivite allergica.

La congiuntivite allergica è un’infiammazione indotta da un allergene – in questo caso il polline – che colpisce la congiuntiva (membrana mucosa che ricopre la superficie anteriore del bulbo oculare) e provoca iperemia (il tipico arrossamento degli occhi causato dall’irritazione dei vasi sanguigni), prurito, aumento della lacrimazione, vista offuscata, gonfiore delle palpebre e senso di corpo estraneo all’interno degli occhi, oltre che altri disturbi quali congestione e prurito del naso, starnuti, orticaria, tosse e a volte persino emicrania.

La reazione allergica è causata dalla prolungata esposizione alla sostanza cui l’organismo risulta essere particolarmente sensibile, ma perché gli occhi sono così suscettibili agli allergeni?

La parte più vulnerabile dell’occhio è la sua superficie, maggiormente attaccabile poiché in costante contatto con l’aria, lì dove risiedono gli agenti allergizzanti. Nelle allergie oculari, le palpebre e la congiuntiva reagiscono al contatto con suddetti allergeni liberando l’istamina, un composto azotato coinvolto nella risposta infiammatoria per combattere l’allergia, al tempo stesso principale responsabile della stimolazione e dilatazione dei vasi sanguigni che di conseguenza irritano le terminazioni nervose favorendo così una copiosa lacrimazione.
Un lato positivo, in tutto il fastidio provocato dall’allergia, è che la cornea non viene interessata.

Come curare la congiuntivite allergica?
Somministrare colliri antistaminici aiuta ad alleviare irritazione, prurito e rossore oculare. È inoltre possibile prevenire le allergie stagionali seguendo una terapia antistaminica prima dell’arrivo della stagione degli amori tra le piante. Ma attenzione! Seguire sempre le indicazioni del medico e mai l’auto-terapia, che potrebbe portare a spiacevoli effetti collaterali.

20 CURIOSITÀ SUGLI OCCHI CHE NON CONOSCEVI.

Se ti sei mai chiesto quali strane curiosità e aneddoti girino intorno agli occhi, questo articolo fa al caso tuo.
Mettiti comodo e goditi la lettura!

  1. Gli occhi sono il muscolo più veloce del nostro corpo: un battito di palpebra dura all’incirca 150 millisecondi e in un secondo siamo in grado di ammiccare ben 5 volte.
  2. Gli occhi umani iniziano a svilupparsi già dopo due settimane dal concepimento e un bambino, nel grembo materno, distingue luce e buio: passando attraverso il grembo, i bagliori rossi indicano la luce mentre i bagliori viola indicano il buio.
  3. A causa della gravità, gli astronauti non sono in grado di piangere nello spazio.
  4. Circa 10.000 anni fa esistevano solo occhi scuri, l’insorgere di occhi chiari quali azzurri e verdi è frutto di una delle mutazioni umane più recenti.
  5. Gli individui affetti da albinismo hanno gli occhi rossi per via della mancanza di pigmento nell’iride, per questo è visibile il sangue che passa nel fondo dell’occhio.
  6. Il bulbo oculare di una persona adulta pesa circa 8 grammi, ha un diametro di 2,5 centimetri e al suo interno contiene 107 milioni di cellule.
  7. Gli uomini vedono in media meglio delle donne. Tuttavia, il 2% di queste ultime può nascere con una mutazione genetica che permette di vedere 100 milioni di colori contro il milione di una persona normale.
  8. Il colore degli occhi umani è determinato dalla quantità di pigmenti presenti in essi, posizionati nella parte anteriore dell’iride: gli occhi scuri sono frutto di una grande quantità di pigmenti; gli occhi chiari, invece, sono molto più rari, frutto di una minore quantità di pigmenti.
  9. Alcune persone vedono solamente in bianco e nero. Questa patologia, chiamata Acromatopsia, è una forma molto rara di cecità ai colori e le persone che ne soffrono riescono a distinguere solamente delle tonalità che vanno dal nero al grigio al bianco.
  10. Poiché la cornea umana è molto simile a quella degli squali, la cornea di questi ultimi viene spesso utilizzata sull’uomo durante alcuni interventi chirurgici.
  11. Alcune persone sono affette da Eterocromia, condizione per la quale hanno gli occhi di due colori diversi. L’Eterocromia è molto diffusa tra cani, gatti e altri animali, ma abbastanza rara per l’uomo e non comporta alcun rischio per la salute.
  12. L’occhio umano ha estrema necessità di rimanere sempre ben lubrificato, per questo tende a lacrimare molto soprattutto quando si trova in condizioni di aridità: il cervello percepisce la situazione come anomala e attiva quindi la lacrimazione, in modo che l’occhio possa nuovamente lubrificarsi.
  13. Sotto le iridi castane e marroni si nasconde uno strato azzurro che può essere portato alla luce attraverso un’operazione.
  14. Il sistema visivo consuma il 65% della potenza del cervello ed è il sistema che impiega maggiori risorse in tutto il corpo.
  15. L’iride dell’occhio è unica per ogni individuo, essa contiene infatti 256 caratteristiche uniche contro le 40 delle impronte digitali.
  16. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, i pirati indossavano una benda sull’occhio per vedere meglio. In questo modo abituavano un occhio alla luce e uno al buio, assicurandosi acutezza visiva in ogni condizione.
  17. Le pupille si dilatano o si restringono a seconda delle emozioni: quando guardiamo la persona amata possono raggiungere anche il 45% in più.
  18. Gli occhi possono ripararsi autonomamente e in breve tempo: un graffio non grave sulla loro superficie può guarire senza alcun intervento entro 48 ore.
  19. L’occhio umano può porre la sua attenzione su circa 50 oggetti al secondo.
  20. Passare tempo all’aria aperta contrasta la miopia: ogni ora passata fuori casa aiuterebbe a diminuire la possibilità di miopia del 2%.

LENTI A CONTATTO: QUANDO INDOSSARLE. TUTTI I PRO E I CONTRO.

Per chi ha problemi di vista, le lenti a contatto hanno rappresentato fin dal loro esordio non solo una soluzione all’estetica e all’ingombro degli occhiali, ma anche una tecnica correttiva delle problematiche legate ad astigmatismo, miopia, presbiopia e ipermetropia.

Esistono diversi tipi di lenti a contatto – rigide, semirigide e morbide – che grazie alla loro curvatura aderiscono perfettamente alla cornea, curvando di conseguenza e in maniera distinta la luce così da adagiarla sulla retina in modo che si formi una corretta immagine. Eppure, anche se al giorno d’oggi l’avanzamento della tecnologia ha permesso di dar vita a prodotti sempre più anatomici, discreti e facili da utilizzare, bisogna tener presenti non solo i pro ma anche i contro.

Premettendo che la permeabilità dell’ossigeno è fondamentale per riuscire a tollerare la presenza di lenti a contatto poiché l’ossigeno è un fattore indispensabile per il metabolismo corneale, entriamo nello specifico e scopriamo le differenze che contraddistinguono i tre tipi di lente. Le lenti morbide sono costituite da una più elevata quantità d’acqua nella loro struttura, quindi da un’alta permeabilità d’ossigeno; il loro spessore va dai 13 ai 15mm ma la presenza dell’acqua e il materiale che le compone fanno sì che si sporchino facilmente e che debbano essere pulite di frequente. Le lenti rigide hanno una struttura, appunto, più rigida rispetto alle precedenti e sono realizzate da un materiale che non permette una diretta permeabilità d’ossigeno; quest’ultimo raggiunge la cornea solamente tramite il ricambio lacrimale dell’occhio. Le lenti semirigide (anche dette rigide gas permeabili), infine, hanno una costruzione più sostenuta rispetto alle morbide ma a differenza delle rigide si lasciano attraversare dall’ossigeno.

Fermo restando che saranno l’oculista e l’ottico di fiducia a consigliare il tipo di lente più adatto ai singoli casi, i pro delle lenti sono molteplici e assicurano comodità in qualsiasi circostanza: permettono maggiore libertà di movimento, specie per chi pratica sport; garantiscono una vista nitida e senza riflessi; non rappresentano un problema in condizioni atmosferiche avverse; sono utilizzabili a qualsiasi età e, addirittura, in età avanzata aiutano più degli occhiali nella visione da vicino grazie ai sempre più innovativi materiali multifocali; permettono di indossare e togliere a proprio piacimento occhiali da sole non graduati, eliminando il fastidio di fare “caccia e metti” tra occhiali da vista e occhiali da sole graduati; infine, soprattutto per quanto riguarda chi ama il make-up, abbattono la barriera a volte antiestetica e coprente delle montature, lasciando viso e trucco liberi da qualsiasi ingombro.

Purtroppo, ogni pro si porta dietro dei contro: per i meno capaci o per chi avesse difficoltà motorie, indossare le lenti a contatto potrebbe rappresentare un problema, a dispetto degli occhiali che sono decisamente più facili da indossare; non lubrificare le lenti, indossarle tutto il giorno, addormentarsi con esse o evitare di pulirle assiduamente potrebbe ridurre la permeabilità d’ossigeno, portare a infezioni o addirittura a danneggiamenti della cornea; per finire, non esistono lenti a contatto da riposo, per cui tenerle anche quando se ne potrebbe fare a meno non apporterebbe alcuna miglioria alla vista, al contrario contribuirebbe al suo peggioramento.

Insomma, indossare lenti a contatto richiede sicuramente degli accorgimenti maggiori rispetto all’utilizzo di semplici occhiali. Ma se si è in grado di seguire poche semplici regole, i pro risulteranno più schiaccianti dei contro e condurranno di certo a maggiori benefici inerenti la vista, l’estetica e la comodità!