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Author Archives: Ottica Giordano

L’ACCESSORIO INDISPENSABILE PER LA SALUTE DEI TUOI OCCHI.

È vero, nel corso degli anni gli occhiali da sole hanno preso sempre più piede nel campo dell’estetica, diventando un accessorio di bellezza al quale non si può rinunciare. Dimenticarsi però della loro funzione protettiva è sbagliatissimo, poiché indossarli è indispensabile per la nostra salute visita. Ad oggi, grazie all’ampia scelta che abbiamo tra i più disparati design, materiali e lenti, unire l’utile al dilettevole è diventato un gioco da ragazzi, così come proteggere gli occhi senza per questo rinunciare allo stile!

Ma prima di ogni cosa, è necessario soffermarsi sui rischi che si corrono nel non indossare occhiali da sole o indossarne di scarsissima qualità. Il primo pensiero (tanto scontato quanto errato) è che gli occhiali da sole proteggano semplicemente gli occhi dal fastidio che i raggi di luce provocano e che, per questo, si tende a farne un uso maggiore in estate piuttosto che in inverno. La verità, invece, è che indossare gli occhiali da sole è indispensabile durante tutto l’anno poiché, a differenza di quanto si crede, i raggi UV costituiranno sempre un fattore di rischio per la vista; rischio che, a lungo andare, potrebbe portare a spiacevoli conseguenze.

 

Cosa sono i raggi UV?

Anche detti raggi ultravioletti, si tratta di radiazioni elettromagnetiche prodotte dal sole le cui lunghezze d’onda si situano appena al di là della luce da noi visibile. Esistono diversi tipi di raggi UV:

  • UVA sono quelli che penetrano in profondità nella pelle (presenti anche nei giorni di cielo coperto e nuvoloso) e che, in parole povere, ci fanno abbronzare. Non creano particolari disagi al nostro corpo, ma rappresentano per gli occhi un fattore che contribuisce alla formazione di cataratta, dermatiti palpebrali, pterigio (inspessimento della congiuntiva), congiuntiviti e cheratiti. La comparsa di queste problematiche è proporzionale all’esposizione non protetta ai raggi UVA.
  • UVB sono più dannosi e cancerogeni dei precedenti, anche se stimolano la vitamina D. Rimanere esposti per lungo tempo a questi raggi può portare allo sviluppo di scottature solari sulla superficie dell’occhio, danneggiamento della cornea, cataratta e degenerazione maculare (visione offuscata o perdita della visione centrale).
  • UVC  sono le radiazioni più pericolose che, fortunatamente, vengono schermate dallo strato di ozono presente nell’atmosfera terrestre, il quale impedisce che raggiungano il suolo. Se l’occhio venisse esposto a questi raggi, andrebbe sicuramente incontro a cheratiti da radiazioni e gravi problematiche inerenti cornea e congiuntiva.

L’intensità delle radiazioni UV cresce durante il giorno, divenendo maggiore tra le 11:00 e le 16:00, aumentando progressivamente se si sale di altitudine. Inoltre, esistono alcuni elementi riflettenti che ne incrementano la dannosità: acqua (+5%), sabbia (+20%), erba (+5%), neve (+85%).

Gli effetti nocivi procurati dai raggi UV possono essere a breve termine (come, per esempio, eritemi e scottature) o a lungo termine (problematiche di una certa portata, finanche ad arrivare a tumori oculari), costituendo in ogni caso dei gravi disagi per la salute visiva.

 

Perché indossare gli occhiali da sole?

Quelle montate sugli occhiali da sole sono lenti specifiche alle quali è stato applicato un filtro UV, il cui scopo è quello di modificare la direzione dei raggi ultravioletti alterando la composizione energetica delle radiazioni, impedendo o limitando il passaggio di alcune lunghezze d’onda. In combinazione al filtro UV, si può applicare anche il trattamento anti-UV: si tratta di un ulteriore processo a cui vengono sottoposte le lenti per bloccare/ridurre ancor di più il passaggio dei raggi ultravioletti e aumentare, quindi, la sicurezza visiva. La combo tra filtri UV e trattamenti anti-UV genera occhiali da sole in grado di offrire una protezione totale, essenziale per prevenire tutti i danni oculari prima citati.

Un altro aspetto importante di cui bisogna assicurarsi, riguarda la qualità delle lenti e l’affidabilità del filtro e/o trattamento applicato. Inoltre, ogni occhiale da sole deve riportare le seguenti diciture (solitamente stampate all’interno di una delle due stanghette):

  • l’indicazione del potere filtrante che va da 0 a 4, dove:
    0 – 1 indica un filtro molto chiaro, quasi trasparente il potere filtrante è quasi nullo, rendendo la lente adatta per locali chiusi o giornate poco illuminate;
    2 indica un filtro medio per illuminazioni medie e giornate nuvolose;
    3 indica un filtro scuro per uso generale in pieno sole;
    4 indica un filtro molto scuro per forti illuminazioni, in alta montagna e in presenza di superfici riverberanti;

 

  • il marchio CE (Conformità Europea), il quale garantisce che l’occhiale è stato prodotto seguendo i requisiti di sicurezza previsti sulla base di specifiche prove di conformità, rendendolo indubbio e di qualità.

 

Quale tipologia scegliere?

Gli occhiali da sole possono essere dotati di lenti anti-UV standard che, a seconda del filtro e/o trattamento applicato, diventeranno:

  • Occhiali da Sole Polarizzati i filtri polarizzanti applicati sulle lenti agiscono sulle radiazioni, modulando la luminosità e neutralizzando i riflessi provenienti da eventuali superfici riflettenti, migliorando la visione (che risulta più nitida e confortevole) e riducendo l’affaticamento visivo per un’alta protezione oculare.
  • Occhiali da Sole Fotocromatici  i filtri applicati sulle lenti di questi occhiali hanno la capacità di adattarsi al meglio ai cambiamenti di luce, scurendosi al sole e ritornando perfettamente trasparenti in condizioni di normale luminosità, migliorando la visuale (rendendola più conforme e limpida) e costituendo una grande comodità per chi non desidera fare spesso il cambio tra occhiali da vista e occhiali da sole.
  • Occhiali da Sole Degradanti  le lenti di questi occhiali sono caratterizzate da una progressione di tonalità che permette di dosare l’intensità luminosa, rendendoli per lo più adatti in presenza di determinate patologie inerenti la retina.
  • Occhiali da Sole Specchiati  si tratta di un trattamento di specchiatura total protection che può essere applicato su qualsiasi tipo di lente, utile in condizione di luminosità intensa (come, per esempio, sulla neve che riflette +85% dei raggi solari) poiché devia la luce dagli occhi, proteggendoli e garantendo una visione chiara.

Al di là della montatura, la cui unica clausola è che sia grande abbastanza da coprire (e quindi proteggere dalla luce) tutto l’occhio, capire quale tipo di lente faccia al caso nostro – in base allo stile di vita condotto e a quanto tempo si passa all’aria aperta – è fondamentale per assicurare alla vista una protezione totale dai raggi UV. Confrontarsi con l’ottico di fiducia è sempre la soluzione migliore poiché nessuno meglio di lui è in grado di darci consigli, non solo sulle ultime tendenze ma anche e soprattutto sui filtri/trattamenti da applicare agli occhiali da sole che fanno per ognuno di noi!

ENROUTE BY HOYA: UN COMFORT ALLA GUIDA.

Che si tratti di strade scorrevoli o affollate, passare molto tempo alla guida, soprattutto se a tarda ora, comporta uno sforzo non indifferente per gli occhi. Ma non solo: altri fattori – come le condizioni atmosferiche, i cambi di luminosità nell’arco della giornata e gli abbagli da parte degli altri veicoli – concorrono all’affaticamento e alla stanchezza oculare, diminuendo i tempi di reazione del conducente.

Ecco perché, per evitare che tragitti ordinari o viaggi considerevoli possano diventare pericolosi in pochi istanti, indossare occhiali adeguati diventa estremamente importante per salvaguardare sia la vista che l’incolumità di chi si trova su strada.

Hoya propone il modello EnRoute, pensato e progettato appositamente per ridurre i fastidi visivi e garantire agli automobilisti comfort e relax durante la guida!

Disponibili con lenti monofocali o progressive, dotate di filtro antiriflesso e (se lo si desidera) filtro per ottimizzare il contrasto visivo, l’EnRoute porta con sé diversi vantaggi:

  • montature dal design di qualità;
  • considerevole diminuzione dei riflessi e degli abbagli provocati dai veicoli in movimento;
  • efficienza visiva e miglior contrasto in condizioni di mal tempo e scarsa luminosità;
  • visuale nitida e perfetta che non risente del passaggio della messa a fuoco da vicino (visione del cruscotto) e da lontano (visione degli specchietti retrovisori), e viceversa.

Hoya, inoltre, ha pensato anche ai conducenti professionisti che per lavoro passano alla guida la maggior parte del tempo: a loro è dedicato l’EnRoute Pro, dotato di tutti i vantaggi del modello standard più un ulteriore filtro che riduce maggiormente la luce riflessa, ottimizzando ancor di più il contrasto e i colori percepiti dagli occhi.

In definitiva, basta poco per rendere i tuoi viaggi sicuri: bisogna solo sapere quali occhiali indossare!

LENTI A CONTATTO: QUANTO NE SAI?

 

Nate nel 1508 grazie a uno studio di Leonardo Da Vinci poi perfezionato da Cartesio, le lenti a contatto hanno rappresentato una svolta sia nella risoluzione dei difetti visivi che nell’estetica.
Quando la bella stagione si avvicina e le ore di luce aumentano, la voglia di sentirsi liberi dall’ingombro degli occhiali fa sì che le lenti si sostituiscano al fastidio della montatura.
Ma prima di prendere decisioni affrettate, è bene conoscere tutto quello che c’è da sapere.

 

1. Cosa sono le lenti a contatto?

Si tratta di presidi medici applicati direttamente sulla superficie esterna dell’occhio per correggere i difetti visivi della persona, suddivisi per diverse tipologie: materiale, funzionalità e durata.

 

2. Di che materiale sono composte?

A seconda che si tratti di lenti morbide o rigide, il materiale con cui sono realizzate cambia.

  • Lenti a contatto morbide: realizzate con polimeri flessibili di idrossietil-metacrilato, silicone e materiali affini idrofili (capaci di trattenere i liquidi) che assicurano una buona lacrimazione dell’occhio e permeabilità dell’ossigeno.
  • Lenti a contatto rigide: realizzate con polimeri vetrosi che rendono maggiormente difficile l’applicazione o la rimozione, ma al contempo forniscono più risultati per quanto riguarda la correzione dei difetti visivi, la resistenza e la durata nel tempo. Si consigliano in caso di astigmatismo, miopia, ipermetropia o allergie.

3. Che funzionalità possono avere?

A seconda delle esigenze, le lenti a contatti possono essere:

  • multifocali  hanno un funzionamento similare agli occhiali progressivi o bifocali, garantendo una buona visione sia da vicino che da lontano. Si consigliano per presbiti miopi, ipermetropi e astigmatici;
  • toriche  sono caratterizzate da diverse gradazioni di messa a fuoco sulla superficie, dotate di segni grafici che facilitano l’applicazione allineandosi perfettamente al difetto da correggere e, per questo, sono consigliate per chi soffre di astigmatismo;
  • ibride  così chiamate poiché presentano sia una componente rigida nella parte centrale, sia una morbida lungo l’anello esterno. Si consigliano in caso di anomalie nella curvatura della cornea;
  • colorate  contrariamente a quanto si pensi, oltre alla finalità estetica hanno anche una finalità terapeutica: indicate per i pazienti daltonici, sono in grado di migliorare la percezione cromatica.

4. Che durata hanno?

Esistono diversi tipi di lenti a contatto aventi differenti durate.

  • Giornaliere (o Usa e Getta): come suggerito dal nome, possono essere utilizzate solamente per una giornata, non è possibile toglierle e rimetterle, e la loro durata ottimale va dalle 6 alle 8 ore. Sono molto pratiche e non richiedono particolare manutenzione.
  • Quindicinali e Mensili: prevedono una manutenzione quotidiana con apposite soluzioni affinché igiene e durata risultino ottimali per le due settimane successive (quindicinali) o per il mese successivo (mensili) al loro primo utilizzo.
  • Trimestrali: possono essere utilizzate per 90 giorni e richiedono una pulizia costante e meticolosa con l’apposita soluzione.

5. Come si conservano?

La corretta igiene delle lenti a contatto è fondamentale per la manutenzione delle stesse e per la salute dell’occhio. A prescindere dal tipo di lenti che si usano, le regole base da seguire sono le stesse:

  • lavare accuratamente le mani prima di toccare le lenti, preferibilmente con un sapone neutro;
  • conservare le lenti nell’apposito contenitore fornito dall’ottico in fase di acquisto;
  • cambiare la soluzione disinfettante ogni volta che si utilizzano le lenti, non riutilizzarla o rabboccarla mai;
  • rimuovere le lenti prima di qualsiasi attività che preveda il contatto con l’acqua (doccia, nuoto, ecc.);
  • disinfettare le lenti ogni volta che vengono tolte, aiutarsi con un delicato movimento delle dita (ovviamente pulite) per rimuovere eventuali residui;
  • il contenitore delle lenti deve essere pulito esclusivamente con la soluzione sterile (mai con acqua e sapone) strofinandolo e sciacquandolo, lasciandolo poi asciugare naturalmente;
  • sostituire la custodia almeno una volta ogni tre mesi e non usarla se rotta o danneggiata.

6. Possono essere indossate da tutti?

Generalmente le lenti a contatto possono essere indossate da tutti, a eccezione di rari casi.
Non ci sono limiti di età per utilizzarle e possono essere indossate non appena il soggetto in questione sarà in grado di metterle, toglierle e igienizzarle in maniera corretta. Per imparare ad applicarle e rimuoverle senza problemi, chiedere all’ottico di fiducia è la soluzione ideale!

7. Sono sicure?

Le lenti a contatto rappresentano una valida e sicura alternativa agli occhiali. Rispetto a questi ultimi richiedono un po’ di manutenzione in più, ma se trattate correttamente non c’è pericolo che provochino danni agli occhi.
A tal proposito, sfatiamo qualche mito:

  • La lente a contatto non può rimanere incastrata nell’occhio poiché si appoggia su di esso. Se applicata in maniera scorretta potrebbe scivolare sotto la palpebra, ma con un po’ di idratazione – con l’aiuto di un collirio – si riuscirà a rimuoverla facilmente.
  • La lente a contatto non si può perdere all’interno dell’occhio grazie alla membrana oculare che evita quest’azione. Se si percepisce uno spostamento della lente, basterà mantenere la calma e muovere l’occhio a destra e a sinistra senza spostare la testa: così facendo si riporterà la lente alla sua posizione originale.
  • È molto raro che una lente a contatto salti fuori dall’occhio poiché, essendo attratta dall’umidità, aderirà perfettamente alla superficie oculare mantenendo la posizione. Qualora dovesse succedere, è bene indagare a fondo in modo da capire se bisogna trovare una lente specifica per il proprio occhio o se si soffre di un’elevata secchezza oculare che rende difficoltoso il loro uso.

8. Quali sono le regole per chi porta le lenti a contatto?

  • Tenere le lenti per il tempo stabilito, seguendo il consiglio di uno specialista, ma in generale non più di 6-8 ore consecutive.
  • È consigliabile toglierle prima di dormire e prima di entrare in contatto con l’acqua (doccia, mare, piscina): l’acqua può contenere germi che potrebbero causare infezioni oculari.
  • Lubrificare spesso l’occhio con delle lacrime artificiali consigliate da uno specialista, specie se si soffre di secchezza oculare. In questo caso, limitare l’uso delle lenti al minimo indispensabile.
  • È preferibile evitare di prendere il sole quando si portano le lenti a contatto, e comunque è sempre meglio indossare gli occhiali da sole.
  • È possibile usare del make-up con le lenti a contatto, ma è importante evitare che il trucco entri nell’occhio a contatto con la lente. In tal caso, rimuoverla e disinfettarla subito.
  • Le lenti a contatto vanno molto d’accordo con lo sport in quanto garantiscono una visuale completa e nitida. Se si praticano sport pesanti, è preferibile utilizzare lenti a contatto morbide poiché aderiscono meglio all’occhio.
  • È consigliabile non indossarle quando non ci si sente bene poiché, avendo le difese immunitarie basse, è possibile che i virus e i batteri che si depositano sull’occhio provochino infezioni.
  • Sospendere l’uso delle lenti in caso di occhi arrossati o doloranti e recarsi immediatamente a visita.

9. Quando le lenti a contatto danno fastidio?

Potrebbe capitare in alcune occasioni di avvertire fastidio, percependo le lenti come un corpo estraneo all’interno dell’occhio e, in tal caso, è bene non indossarle. I motivi sono diversi, scopriamone alcuni:

  • in caso di applicazione delle lenti al contrario;
  • quando ci si trova in un ambiente poco umido e con elevata ventilazione (per esempio in prossimità di un condizionatore acceso) che potrebbe seccare l’occhio;
  • in caso di elevata secchezza oculare;
  • in caso di lente danneggiata;
  • in caso di allergie o infezioni oculari in corso.

10. Sono meglio le lenti a contatto o gli occhiali?

Per chi non ama l’ingombro della montatura e vuole sentirsi libero sotto ogni punto di vista, le lenti a contatto rappresentano la perfetta soluzione: se si adottano piccole attenzioni per la loro manutenzione e per la salute degli occhi, portare le lenti non potrà che influenzare in positivo la quotidianità.
Al tempo stesso, gli occhiali richiedono una manutenzione meno complicata e sono di sicuro più semplici, facili e veloci da indossare: se è vero che da un lato potrebbero rappresentare un “impaccio”, è vero anche che dall’altro facilitano di gran lunga la vita a chi li ritiene un accessorio dalla duplice funzione – correttiva ed estetica – piuttosto che un intralciato.
In definitiva, non c’è una risposta giusta o sbagliata a questa domanda, tutto dipende dalla soggettività dei casi e della persona!

SAI PRENDERTI CURA DEI TUOI OCCHIALI?

A volte lo si dà per scontato, ma prendersi cura dei propri occhiali è un fattore estremamente importate per una buona manutenzione degli stessi e, di conseguenza, per una maggiore resa visiva.

Se da un lato le moderne tecnologie hanno permesso di compensare ai difetti nel migliore dei modi, dall’altro hanno reso le lenti molto più delicate: trattamenti fotocromatici e antiriflesso hanno sì apportato maggiori benefit alla vista, ma una scorretta pulitura degli occhiali potrebbe causare l’insorgere di sottili graffi nei singoli strati di trattamento provocando una dispersione dei raggi di luce.

Non preoccupatevi, con un po’ di attenzione si può facilmente evitare l’insorgere di problematiche!
Scopriamo quindi 10 piccoli accorgimenti da tenere sempre a mente.

  1. Non pulire mai gli occhiali con un panno che non sia in microfibra o in cotone: strofinacci e salviette potrebbero contenere fibre di legno capaci di graffiare le lenti.
  2. In caso di lenti molto sporche utilizzare solo detergenti appositi neutri comprati in ottica, tutti gli altri potrebbero corrodere la superficie.
  3. Utilizzare sempre e solo acqua tiepida per pulire gli occhiali, mai l’acqua calda che potrebbe danneggiare i rivestimenti delle lenti.
  4. Strofinare le lenti delicatamente, senza applicare troppa pressione: un tocco pesante potrebbe indurre le piccole particelle a provocare graffi.
  5. Afferrare sempre gli occhiali dalla parte anteriore della montatura; tenendoli dall’asta o dalle lenti, infatti, aumenta il rischio di rottura.
  6. In caso di occhiali con montatura a giorno, toglierli o indossarli con entrambe le mani e conservarli esclusivamente in astucci rigidi. Durante la pulitura, tenere solamente la lente che si sta pulendo.
  7. Conservare gli occhiali nella loro custodia in modo da evitare depositi di polvere che potrebbero danneggiare le lenti durante la pulitura.
  8. Non lasciare gli occhiali sul cruscotto della macchina, soprattutto durante i mesi estivi: le alte temperature potrebbero deformare la montatura e danneggiare le lenti.
  9. Non poggiare gli occhiali sul lato curvo delle lenti per non rigarle e non utilizzarli come cerchietto in modo da non disallineare la montatura.
  10. In caso di danni accidentali (aste o naselli storti, macchie resistenti alla normale pulizia, fuoriuscita delle lenti, ecc.) non provare ad aggiustare gli occhiali in autonomia per non comprometterli ulteriormente, ma recarsi dal proprio ottico di fiducia.

DIGITAL EYE STRAIN?
NO PROBLEM, CI PENSANO LE LENTI OCCUPAZIONALI.

Se un tempo i nostri occhi erano abituati a sforzi diversi, oggi sono costantemente messi alla prova dai dispositivi digitali: che si tratti di lavoro, studio oppure hobby, schermi di vario genere hanno sostituito la carta stampata divenendo una costante delle nostre vite.

Il termine Digital Eye Strain, infatti, significa proprio “affaticamento visivo da schermo”, problematica sempre più comune e diffusa tra chi studia in DAD, lavora con i dispositivi digitali o in smart working. Una soluzione risulta quindi necessaria, e per fortuna esiste!

La risposta arriva dalle lenti occupazionali, una specifica tipologia intermedia fra l’occhiale da lettura e le lenti progressive universali, studiata appositamente per una visione chiara a breve-medio raggio, e quindi idonea per chi passa molte ore all’esposizione della luce blu proveniente dagli schermi.

Sottoporre gli occhi a uno stress digitale eccessivo, a lungo andare indurrà a una serie di sintomi fastidiosi (visione annebbiata o sdoppiata, percezione alterata di colori e contrasti, pesantezza oculare, mal di testa, lacrimazione eccessiva e sensibilità alla luce) che, col passare del tempo, potrebbero aggravare patologie visive come l’astigmatismo o la miopia.

Sono quindi consigliate lenti con il Blueblock, un trattamento specifico che protegge l’occhio dai raggi di luce blu. Per leggere l’articolo dedicato a questo trattamento, clicca qui.

Esistono diversi tipi di occhiali occupazionali con Blueblock in grado di donare sollievo agli occhi ed evitare di incappare nell’affaticamento visivo, per cui è sempre bene parlarne con il proprio ottico e chiedere consiglio su quale tipologia di lente sia la più idonea per le proprie esigenze.

Inoltre, seguendo delle semplici ma importati buone abitudini, si donerà alla propria vista ulteriore sollievo:

  • ogni 2h fare una pausa dallo schermo di almeno 15 minuti;
  • evitare che fonti di luce (naturale o artificiale) colpiscano direttamente gli occhi;
  • controllare periodicamente la vista;
  • regolare la luminosità dello schermo, attivando la visione notturna;
  • mantenere una distanza adeguata (tra i 50 e gli 80 cm) dallo schermo;
  • sbattere spesso le palpebre per mantenere gli occhi lubrificati;
  • usare spesso lacrime artificiali.

NISTAGMO: COS’È E COME SI PUÒ TRATTARE.

Vi è mai capitato che uno o entrambi gli occhi “decidessero di andarsene per conto loro” indipendentemente dalla vostra volontà? Se vi è successo, è probabile che soffriate di nistagmo.

Ma di cosa stiamo parlando? Il nistagmo è un disturbo visivo che si verifica con dei movimenti rapidi, involontari e ripetitivi degli occhi, dovuti primariamente a un malfunzionamento delle aree cerebrali che controllano il moto oculare. I movimenti compiuti dal nistagmo vanno da un lato all’altro, ma potrebbe capitare che gli occhi oscillino anche in modo circolare o dall’alto verso il basso.

Le caratteristiche del nistagmo sono diverse, ma possono variare in base ai soggetti. Quella che però contraddistingue quasi tutti i casi, è una visione ridotta o limitata.
Le cause da ricercare per questo disturbo sono molteplici e, a seconda della causa, si distinguono diversi tipi di nistagmo:

  • Nistagmo patologico, può essere congenito (presente fin dalla nascita, con disturbo lieve e non progressivo) o acquisito (si sviluppa nel corso degli anni in conseguenza a gravi condizioni di salute come, per esempio, traumi cranici e sclerosi multipla, oppure in seguito all’utilizzo di pesanti farmaci come sedativi o antiepilettici).
  • Nistagmo fisiologico, presente nei soggetti sani e provocato dal riflesso vestibolo-oculare che stabilizza le immagini sulla retina durante un rapido movimento della testa. A sua volta, questo tipo di nistagmo si suddivide in optocinetico (relativo all’occhio e ad alcune sue patologie come la cataratta, lo strabismo, il glaucoma, l’albinismo e alcune condizioni della retina), vestibolare (relativo al labirinto, ossia all’orecchio interno che gestisce l’equilibrio e che consente di percepire il movimento/posizionamento spaziale) o dissociativo (relativo ai movimenti dei due occhi che però hanno ampiezze differenti).  

Oltre agli scatti involontari degli occhi, che possono seguire diverse traiettorie a ritmi alternati, altri sintomi associati al nistagmo sono la sensibilità alla luce, perdita dell’equilibrio o vertigini, difficoltà a vedere nel buio, problemi visivi in generale, assunzione di posizioni anomale della testa (in quanto alcune persone vedono meglio/peggio in base a come posizionano il capo), oscillopsia (ossia percezione oscillante e instabile del campo visivo).

In caso di uno o più campanellini d’allarme, è bene farsi visitare al più presto da un oculista in modo da capire prima di tutto di che tipo di nistagmo si soffre e se, eventualmente, è da associare ad altre patologie. Oltre a una visita oculistica completa, si può riscontrare il nistagmo anche tramite un esame dell’orecchio (tra cui un test dell’udito), un esame neurologico, risonanza magnetica e temografia computerizzata dell’encefalo.

Esistono diverse cure per il nistagmo, così come svariati trattamenti che possono limitarne i disturbi. Scopriamo quali:

  • Occhiali e lenti a contatto supportano la funzione visiva e dovrebbero essere indossati per correggere altri problemi visivi paralleli.
  • Ausili per ipovedenti, come caratteri grandi, materiali ad alto contrato, buona illuminazione e dispositivi zoom.
  • Interventi occasionali sui muscoli oculari per alterarne la posizione in modo da ridurre l’entità della patologia, sebbene non consistano in una soluzione permanente.
  • Assunzione di alcuni farmaci, benché il loro uso è limitato a causa degli effetti collaterali che potrebbero insorgere.

QUANT’È IMPORTANTE LA PREVENZIONE OCULARE?

Come ogni anno, è da poco trascorsa la Giornata Mondiale della Vista, promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia.

Il fine di questa giornata è quello di mettere in guardia contro malattie oculari che, se non curate, comprometterebbero gravemente la qualità visiva. La prevenzione, perciò, diventa fondamentale – non solo nella giornata a essa dedicata ma durante tutto l’anno – soprattutto per quanto riguarda alcune patologie dove il calo visivo è lento, graduale e senza sintomi; patologie, queste, che potrebbero arrecare seri danni ma che, al contempo, potrebbero essere facilmente risolvibili se “acchiappate” in tempo grazie a dei controlli preventivi.

Un altro importante motivo per cui la prevenzione è indispensabile, riguarda la percezione della salute oculare contro il reale stato di salute: l’IAPB Italia, durante la campagna “Vista in Salute” ripartita a maggio 2022, ha scoperto che il 40% delle persone visitate correva profondi rischi o era affetta da disturbi senza riscontrare alcuna avvisaglia, non essendo quindi a conoscenza della propria condizione. Queste patologie, cosiddette asintomatiche, sono molto pericolose poiché danneggiano le cellule nervose in maniera silenziosa, ma possono essere curate o arginate se diagnosticate in tempo.

Solo in Italia, sono oltre tre milioni le persone a rischio e che soffrono di problemi oculari innati, legati alla genetica o insorti a causa di altre disfunzioni. Per tentare di ovviare al problema, la Società Oftalmologica Italiana consiglia una visita alla nascita, poi entro i 3 anni, a 12 anni, successivamente una volta ogni due anni dopo i 40 e una volta l’anno per gli over 60.

È importante ricordare che la prevenzione non ha età, ma diviene indispensabile per salvaguardare la salute dei nostri occhi così da conservare le capacità visive a lungo, in vista del futuro e della terza età: l’attenzione di oggi potrebbe essere la salvezza del domani. Perciò non rischiare, ma prenota al più presto un controllo oculistico!

AUTUNNO E PRIMI FREDDI: QUALI I DISAGI E COME RISOLVERLI?

Dopo il caldo, il sole, il mare e le vacanze, l’arrivo dell’autunno porta con sé un po’ di scombussolamento e un cambio di consuetudini cui facciamo fatica ad abituarci, non solo noi ma anche i nostri occhi.
E già! Gli occhi, delicati come sono, risentono di ogni cambio stagione e ogni volta vanno incontro a inconvenienti diversi ma non per questo meno fastidiosi.

Tanto per cominciare, ad accompagnare i primi freddi potremmo trovare la febbre da fieno – ossia una forma di rinite allergica affiancata da prurito al naso, al palato e agli occhi – che, purtroppo, non si limita a farci visita solamente in primavera. Complici di questo disturbo, le foglie che iniziano a cadere e le sempre più frequenti folate di vento che, cariche di polveri e detriti, mettono a dura prova le nostre iridi, soprattutto quelle di chi fa uso frequente di lenti a contatto.
Un rimedio semplice e veloce potrebbe essere quello di indossare degli occhiali da sole che, seppur non risolvano la situazione al 100%, vanno a creare una sorta di barriera tra gli occhi e l’aria, impedendo che un eccessivo carico di corrente e ciò che trasporta possa provocare infiammazione.

Attenzione anche alla temperatura! Quando il freddo prende piede, fare uso del riscaldamento diventa inevitabile, ma creare uno sbalzo termico smisurato non è per niente un’ottima tattica: l’aria calda e secca generata da condizionatori e termosifoni influisce negativamente sulla salute degli occhi e sulla resa delle lenti a contatto, portando a secchezza e prurito. Una buona soluzione, forse scontata ma infallibile, è rappresentata dalle lacrime artificiali che andranno a lubrificare e reidratare l’occhio.

La pulizia, inoltre, è sempre cara amica della salute. Anche se faticoso e noioso, darsi alle pulizie d’autunno e lavare spesso lenzuola, coperte, asciugamani e vestiti aiuta a mantenere sotto controllo la polvere che potrebbe albergare dentro casa e causare fastidio.

Il riposo, poi, è fondamentale. Dormire a sufficienza (sette o otto ore a notte), trovare una propria routine quotidiana che non sia stressante e concedersi delle pause dal lavoro – soprattutto se si passa molto tempo davanti a uno schermo – è importantissimo. La stanchezza incide tantissimo sul nostro organismo, attaccando anche gli occhi che per la loro sensibilità sono tra i primi a risentirne.

Come sempre, bastano piccoli accorgimenti (come non portare le lenti a contatto per troppo tempo, evitare di strofinare insistentemente gli occhi e scegliere occhiali e lentine appropriate al proprio stile di vita) per far sì che i cambi di stagione diventino il meno estenuanti possibili per noi e la nostra vista!

OCCHI DISTURBATI: QUALI I RIMEDI NATURALI?

Si sa, gli occhi – come tutti gli organi – sono estremamente delicati, ancor di più se consideriamo la loro esposizione agli agenti esterni. A differenza degli altri organi, non hanno protezioni (come la gabbia toracica o il cranio) e ciò li rende ancor più vulnerabili. Quando arriva la bella stagione, poi, lo stress cui li sottoponiamo si amplifica maggiormente e non è raro che rossori, secchezza, infezioni o congiuntiviti possano attaccarli e indebolirli.
Cosa fare, quindi, in questi casi? E come poter curare gli occhi senza abusare di medicinali lì dove la situazione lo rende possibile?

Ecco alcuni rimedi naturali, i rimedi della nonna per intenderci, che hanno reso possibile la cura degli occhi prima che la scienza e le case farmaceutiche prendessero il sopravvento.

La prima cosa da non sottovalutare è il riposo: dormire bene aiuta la vista a mantenersi sana, fresca e riposata. Strettamente legata al riposo, troviamo la necessità di fare pause se si passa molto tempo davanti computer o display in generale, con una pausa consigliata di 15 minuti ogni 2 ore. Durante le pause, si raccomanda di lubrificare l’occhio con delle lacrime artificiali in modo da mantenerlo sempre ben umido, evitando così secchezze che potrebbero conseguentemente portare a rossori e fastidi.

Altro elemento da tenere in ampia considerazione è l’alimentazione: bere tanta acqua e mangiare verdure crude (soprattutto carote) aiuta gli occhi a ricevere i nutrimenti fondamentali per mantenersi in salute, ancora meglio se ci aiutiamo con integratori naturali come pappa reale, semi oleosi, germe di grano o frutta secca.

Ci sono casi, poi, in cui la prevenzione purtroppo non riesce a evitare che disturbi vari colpiscano gli occhi. In questi frangenti, alcuni semplici rimedi naturali potrebbero risolvere la situazione senza il bisogno di fare un salto in farmacia.

Per alleviare eventuali infiammazioni, sono consigliati impacchi alternati di acqua calda e fredda, così da riattivare la circolazione. Altri impacchi consigliati sono quelli all’acqua di rose e alla camomilla, in modo da alleviare anche i bruciori. E se forse gli impacchi alla camomilla sono abbastanza noti, quelli alle verdure sicuramente un po’ meno: al di là delle classiche fette di cetriolo che donano freschezza, anche gli impacchi alle carote – precedentemente cotte al vapore e fatte raffreddare – aiutano a combattere infiammazioni e bruciori. Quando, invece, la causa è l’affaticamento e non l’irritazione, il tè nero diventa un toccasana: disporre due bustine sugli occhi – lasciate in fusione per almeno 5 minuti – fungerà da effetto decongestionante se lasciate agire per un quarto d’ora.

Infine, un ulteriore metodo per assicurare salute ai nostri occhi, è cambiare e lavare spesso la biancheria: utilizzare asciugamani puliti ogni giorno e lavare di frequente le lenzuola e le federe sulle quali poggiamo la faccia, ci evita di avere a che fare con tessuti potenzialmente infetti.

Insomma, come abbiamo appena letto, basta solo un po’ di accortezza per mantenere i nostri occhi in salute!

SOLE E ARIA CONDIZIONATA: UN RISCHIO PER GLI OCCHI.

Sole sta a estate come estate sta ad aria condizionata. Ma se da un lato godere dei benefici della bella stagione – dai raggi solari all’invenzione dei condizionatori – è un bene, dall’altro dobbiamo stare attenti a preservare la nostra salute e quella dei nostri occhi.

È risaputo che un’eccessiva e non protetta sottoposizione ai raggi ultravioletti può provocare danni consistenti, anche e soprattutto alla vista. Quello che non tutti sanno, però, è che le conseguenze potrebbero essere estremamente gravi: stare in spiaggia per 6-8 ore senza l’adeguata protezione degli occhiali da sole, assorbendo quindi la luce riflessa dalla sabbia nelle ore in cui il sole è più alto, potrebbe provocare cheratite (infiammazione della cornea) con conseguente dolore, lacrimazione, blefarospasmo (contrazione persistente del muscolo orbicolare) e fotofobia (sensibilità alla luce), per non parlare della relazione che intercorre tra l’esposizione ai raggi UV e la formazione di cataratte; è stimato che tra i 12-15 milioni di persone che ogni anno riscontrano questo problema, il 20% dei casi è stato provocato e/o aumentato a causa della scorretta esposizione solare. Altra grave conseguenza legata a un’eccessiva sottoposizione del sole è la degenerazione maculare senile precoce, ossia l’invecchiamento prematuro della macula (porzione più centrale della retina).

E per chi stesse pensando di preferire le vacanze in montagna piuttosto che al mare, purtroppo non è immune dai rischi legati alla salute degli occhi, anzi!, è ancor più esposto poiché con l’altitudine gli effetti dannosi dei raggi ultravioletti aumentano.

Se poi alla smisurata esposizione UV aggiungiamo la vista prolungata di schermi e display sotto il sole, passiamo dalla padella alla brace. Fissare questi dispositivi per lungo tempo sotto la luce solare significa correre incontro ad affaticamento, irritazione, arrossamento degli occhi e allo sviluppo o all’aumento della miopia.

Che si tratti di mare o montagna, il consiglio è sempre quello di indossare dei buoni occhiali da sole, con lenti preferibilmente polarizzate (in modo da evitare abbagliamenti dovuti ai riflessi), avvolgenti e specchiate. Inoltre è preferibile lubrificare ogni 1-2 ore i bulbi oculari con delle gocce artificiali.

Ma cosa succede quand’è l’aria condizionata a dar fastidio ai nostri occhi?
Rimanere a casa, lontano dal sole, non sempre rappresenta una soluzione se a crearci danno ci pensa il condizionatore. I cambiamenti microclimatici prodotti da questo macchinario (flusso d’aria, umidità e temperatura) possono incidere sulla lubrificazione degli occhi, i quali, non più protetti dalla lacrimazione, sono maggiormente soggetti ai fastidi provocati dagli agenti inquinanti presenti nell’aria: partendo da irritazioni sulle terminazioni nervose, si potrebbe arrivare a lesioni epiteliali sulla congiuntiva (membrana mucosa che ricopre la superficie anteriore del bulbo oculare) con conseguente infiammazione della cornea.
Bassi livelli di umidità, inoltre, potrebbero ancor più facilmente favorire tedi nei portatori di lenti a contatto.

In definitiva, ciò che questo articolo vuole esprimere è che con la salute degli occhi non si deve scherzare mai e che bastano piccoli accorgimenti – adottati anche in casa – per favorire e mantenere una vista sana.